Altra testimonianza di una esordiente nell’Illegal Triathlon

26 agosto 2014
Nicola Volpi

Dopo più di una settimana dallo svolgimento del 17° Illegal Triathlon a Viareggio, c’è ancora che parla di noi e ha il piacere di esprimere le proprie emozioni provate durante quel giorno di “gara”.

Altra testimonianza di una esordiente nell'Illegal Triathlon

Altra testimonianza di una esordiente nell’Illegal Triathlon

Lei si chiama Liliana Di Marco, ed ha partecipato per la prima volta all’Illegal triathlon il 17 di agosto. Dopo questa esperienza si è innamorata di questo sport. Leggete cosa ne pensa.

Le sue parole

Domenica 17 agosto si è svolto l´evento Illegal Triathlon 17°, questa volta dedicato a Aurora, la giovane recentemente scomparsa a Viareggio.
Ho deciso di partecipare perche essendo neofita di questo sport volevo iniziare nel migliore dei modi, cioè misurandomi nelle tre discipline ma senza avere l´ansia dei tempi o risultati.
Quale migliore occasione di provare a unire gli allenamenti fatti durante questi mesi, prima con il corso di nuoto organizzato dalla Road Runner Pisa Triathlon e poi con i miei allenamenti in solitaria, perché ebbene si, invece di andare al mare, io quest´estate l´ho passata in piscina a fare e contare vasche…nella bici invece essendo una principiante e dopo le mie poche uscite non mi sentivo sicura di affrontare la salita del monte Pitoro e questo mi ha creato un po´ di perplessità ma grazie alla mia amica Cristy che si è offerta ad accompagnarmi con la sua mountain bike mi sono fatta coraggio.
Anche l´organizzatore Aldo Angeli mi ha tranquillizzata molto riguardo allo spirito e la filosofia dell´Illegale Triathlon, niente tempi, classifiche, solo divertimento….vissuto nel massimo della tranquillità e libertà di scegliere quali discipline e distanze fare.
All´ingresso il primo aitante triatleta trovato in fila, l´ho tempestato di domande…era la prima volta che entravo in una zona cambio e si vedeva dal mio nervosismo, poi il briefing iniziale ha stemperato tutto, è stato commovente il discorso iniziale per ricordare Aurora, accanto a me ho visto il padre della piccola , commosso, ma l´aria era festosa e piena di affetto e gioia e ascoltare di nuovo qual´è la filosofia dell´Illegal ha reso tutto più facile.
Ho riconosciuto alcuni dei miei compagni del Triathlon grazie alla tutina che indossavo anch´io e mi sono tranquillizzata molto…prima di entrare in acqua abbiamo fatto un grosso cerchio tutti insieme presi per mano e abbiamo fatto un minuto di silenzio per Aurora, i suoi amici al centro hanno fatto volare due palloncini bianchi nel cielo.
Entro in acqua ed inizio a nuotare con le onde abbastanza alte seguendo la scia di cuffie gialle e poco dopo come m´aspettavo rimango tra le ultime, la prima boa è ancora lontana…ma io me la prendo comoda, sto assaporando l´acqua salata e sentendo tutte sensazioni di nuotare in mare aperto con le onde che mi trascinano sempre allo stesso punto, la boa sembra un miraggio lontanissimo e quindi dopo cerco di guardarla di meno e nuotare con più forze…
Trovo tra gli ultimi un giovane ragazzo che mi dice ” tranquilla, ti faccio compagnia, anch´io sono nuovo di queste cose, ero qui in vacanza e mi sono iscritto per provare” facciamo il primo giro di boa insieme e torniamo indietro chiacchierando e nuotando in tutti gli stili possibili, dalla rana al dorso.
Usciti dall´acqua riposati e sorridenti la foto di rito dei fotografi che ci aspettano, penso che non rientrerò in acqua per il secondo giro ma mi godo la vista dei veri atleti dalla battigia…impressionante vedere la scia di cuffie e braccia che scompariva contro corrente nell´orizzonte, tra i quali atleti del calibro di Silvia Gemignani (olimpica a Sidney 2000) Cristina Giribon e Dimitri Ricci.
Zona cambio di nuovo e ho tempo anche per fare una puntatina al bar e mettermi la maglietta della Colombia team, partiamo in bici con la mia compagna d´avventura ma dopo pochi metri noto uno strano rumore nella mia ruota anteriore e mi fermo per controllare…pochi metri più in la´ un´amico fermo per una foratura, ecco è il 17, ma a me il 17 porta sempre fortuna! Il sensore del contachilometri si era infilato tra la ruota e faceva rumore e lo sistemo ma ormai il gruppo è sparito nel nulla. 
Il percorso non lo conosciamo e quindi applichiamo alla lettera la filosofia Illegal e optiamo per un percorso personalizzato lungomare andata 15 km e ritorno, calcolando di tornare in tempo per i l´ultimo tratto di corsa di 4 km e il ristoro finale!

Lotto in mezzo al traffico, pedalo e mi diverto, peccato per il gruppo che ho perso, ma godermi la pedalata con il mare vicino non è per niente male….mi sento molto Illegal!
Ci fermiamo per la foto di rito al molo del Forte e giù di ritorno ma mancando 5 km all´arrivo anche la mia amica fora! quindi camminiamo per i restanti km svelte e poi giù di corsa per i 4 km finali sul lungomare in mezzo alla gente.
All´arrivo ormai stanno smontando le transenne ma noi arriviamo con il sorriso pimpanti come chi ha beffato la sfortuna, entusiaste di questa prima esperienza nonostante i contrattempi, ci guardiamo intorno e vediamo un´ enorme crostata di frutta che arriva per festeggiare il compleanno di qualcuno… aria festosa, solidarietà, sport, bella gente, ambiente famigliare e tranquillo, ci guardiamo e ci diciamo ” Il Triathlon fa proprio per noi!”

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